Policy aziendale, il Codice Etico
Plastic Jumper non è un fornitore di software.
È un partner per il Terzo Settore e la Pubblica Amministrazione: accompagna le organizzazioni nella gestione, le alleggerisce con strumenti digitali e le aiuta a crescere.
Mentre altri vendono soluzioni standard, noi costruiamo collaborazioni orizzontali. Chi lavora con noi non resta mai solo davanti alla complessità: trova un gruppo di lavoro che ascolta, traduce i bisogni e costruisce strumenti concreti.
Questo documento raccoglie i princìpi a cui teniamo e, per ciascuno, gli impegni che ne discendono. Non sono dichiarazioni di intenti: sono impegni che troviamo scritti, nero su bianco, nella documentazione tecnica che consegniamo alle amministrazioni con cui lavoriamo, e che siamo pronti a mostrare a chiunque ce la chieda.
Le persone che compongono Plastic Jumper lavorano insieme nel digitale da oltre vent'anni; la società opera nell'attuale assetto dal 2016. Lo spirito è rimasto lo stesso: innovare senza perdere di vista l'etica.
Perché la tecnologia è un mezzo, non un fine. E se usata bene, diventa un ponte: tra persone, associazioni, comunità.
1. Trasformazione digitale responsabile
Per noi la tecnologia ha senso solo se è inclusiva, sicura e utile.
Hydra, Fedro Suite e Pandora sono piattaforme nate da anni di lavoro dentro le organizzazioni. Backup automatici, accesso da ogni dispositivo, interfacce semplici: la digitalizzazione è reale solo se libera tempo ed energie a chi la usa.
I nostri servizi sostituiscono procedure che prima si svolgevano allo sportello. È la ragione per cui un servizio che funziona solo per una parte degli utenti, per noi, non è un servizio che funziona.
2. Accessibilità dichiarata per intero
Un servizio che non è utilizzabile da tutti non è un servizio finito.
Progettiamo secondo le WCAG 2.1 livello AA, la norma UNI CEI EN 301 549 e le Linee guida AgID, e verifichiamo l'accessibilità a ogni rilascio significativo, non a fine progetto.
Da questo discendono tre impegni che ci riguardano più di quanto ci convenga.
Diciamo anche quello che non è ancora accessibile.
Le nostre dichiarazioni elencano le funzioni con barriere residue, il loro impatto per l'utente, l'intervento correttivo e la data entro cui arriverà. Preferiamo una dichiarazione di conformità parziale e verificabile a una dichiarazione piena e non dimostrabile.
Non usiamo widget di sovrapposizione.
Quelle barre che propongono di ingrandire il testo o cambiare il contrasto non producono accessibilità: interferiscono con le tecnologie assistive e con le impostazioni già presenti nel dispositivo dell'utente. L'accessibilità si realizza nel codice e nell'architettura delle pagine, ed è lì che interveniamo.
Distinguiamo l'autovalutazione dalla verifica indipendente.
Quando le valutazioni sono frutto di verifiche interne lo scriviamo, perché un'autovalutazione non ha il valore di un accertamento imparziale. Siamo disponibili ad affidare la verifica a un soggetto terzo e a recepirne le risultanze. Quando esiste una barriera, garantiamo una modalità alternativa per completare l'operazione e un canale di segnalazione raggiungibile senza doversi autenticare. Ogni segnalazione è registrata, presa in carico e considerata nella pianificazione degli interventi.
3. Protezione dei dati e sicurezza
I dati che ci vengono affidati non sono nostri.
Quando eroghiamo servizi per un ente pubblico agiamo come Responsabili del trattamento: trattiamo i dati solo su istruzione documentata del Titolare e non li utilizziamo per finalità proprie. Le istanze dei diversi clienti sono separate — domini, credenziali, servizi e archivi di backup distinti — e nessun dato viene aggregato o riutilizzato fra un cliente e l'altro.
Ci impegniamo a: mantenere le misure di sicurezza descritte nella nostra documentazione tecnica e sottoporle a riesame periodico; comunicare senza ritardo qualsiasi incidente rilevante; tenere aggiornato e disponibile l'elenco dei fornitori, degli accordi in essere con ciascuno e dell'ubicazione dei trattamenti, segnalando in anticipo ogni variazione.
Una copia di sicurezza mai sottoposta a prova di ripristino non è una garanzia di ripristino: per questo le prove sono eseguite periodicamente, verbalizzate e messe a disposizione di chi ci ha affidato i dati.
Non ci attribuiamo certificazioni che non abbiamo: le certificazioni ISO del nostro fornitore infrastrutturale sono sue, e come tali le presentiamo.
4. Minimizzazione e niente sorveglianza
Raccogliere meno è una scelta di progetto, non una rinuncia.
Raccogliamo i soli dati necessari alla finalità del servizio, con profili di autorizzazione restrittivi per impostazione predefinita.
Quando una funzione tocca la posizione delle persone, ne limitiamo la portata e ne dichiariamo i confini: rilevazione puntuale e non continuativa, avviata dall'utente, senza storico degli spostamenti, senza incroci con altre fonti e senza comunicazione a terzi.
Gli strumenti che mettiamo in mano agli operatori pubblici servono a svolgere un procedimento, non a controllare chi lavora: non rileviamo né conserviamo la posizione del personale che effettua i controlli sul territorio.
5. Decisioni alle persone
Uno strumento utile, mai una scatola chiusa.
Non affidiamo a sistemi automatici le decisioni che incidono sulle persone. Quando la piattaforma rileva un'anomalia — un'assenza, un'irregolarità, il superamento di una soglia — la segnala all'operatore, che conserva il potere di qualificarla diversamente e di non dare corso alla misura. Ogni passaggio resta tracciato.
Usiamo strumenti di intelligenza artificiale dove producono un vantaggio reale per chi usa i nostri servizi, e lo dichiariamo quando una funzione si basa su elaborazioni automatiche.
Quando riteniamo che un trattamento richieda una valutazione d'impatto, lo segnaliamo a chi ne è responsabile e mettiamo a disposizione gli elementi tecnici per condurla, anche se nessuno ce lo ha chiesto: assistere il Titolare significa anche dirgli ciò che non gli fa comodo sentirsi dire.
6. Nessun vincolo di fornitore
Chi lavora con noi deve poter andare via.
I dati e i contenuti restano del cliente. Li restituiamo in formati aperti, con esportazione in JSON e tramite API, comprensiva della struttura delle tabelle, entro pochi giorni lavorativi dalla richiesta, e cancelliamo quanto resta presso di noi e presso i nostri fornitori nei tempi concordati, con attestazione scritta.
La reversibilità è una condizione di correttezza, non una concessione: un rapporto va tenuto in piedi dalla qualità del servizio, non dalla difficoltà di uscirne.
7. Sport e tempo libero come valore sociale
Crediamo nello sport come collante e nel tempo libero come spazio di comunità.
Sosteniamo federazioni e associazioni con Hydra, che semplifica tesseramenti e comunicazioni. Con Fedro Suite aiutiamo i Comuni a gestire spazi pubblici che diventano luoghi di incontro. Non è teoria: molte persone del nostro gruppo di lavoro hanno fondato associazioni o ne animano la vita ogni giorno.
8. Impegno nel non profit, giovani e formazione
Il Terzo Settore è la nostra casa.
Hydra è il gestionale scelto da reti nazionali come Arci: gestisce soci, libri sociali, bilanci, adempimenti verso il RUNTS e obblighi di trasparenza. Ma non basta il software: aiutiamo le organizzazioni a digitalizzarsi, a cercare bandi e a trovare risorse, perché i progetti non restino idee.
Con Fedro Suite sosteniamo scuole e amministrazioni, con moduli come Informagiovani. Con progetti come Divento e Valeria mettiamo strumenti nelle mani di ragazzi, madri e famiglie. All'interno diamo spazio a percorsi di apprendistato e formazione: una parte del nostro gruppo di lavoro è entrata così, e la formazione sull'accessibilità e sulla protezione dei dati fa parte del lavoro di tutti.
9. Sostenibilità
L'impatto ambientale del digitale non è invisibile.
I nostri uffici utilizzano energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili. Stiamo spostando i nostri sistemi verso soluzioni infrastrutturali a minore impatto e consideriamo l'efficienza delle applicazioni un criterio di progetto, non solo una questione di prestazioni. Dove possibile scegliamo fornitori che condividono lo stesso impegno.
10. Correttezza nei rapporti
Le regole valgono soprattutto quando nessuno controlla.
Nei rapporti con le amministrazioni e con i clienti rispettiamo le norme sui contratti pubblici, dichiariamo le situazioni di potenziale conflitto di interesse e non offriamo né accettiamo utilità per ottenere vantaggi.
Nelle offerte descriviamo ciò che il prodotto fa davvero, oggi. Le funzioni in sviluppo o attivabili su richiesta sono indicate come tali, e distinguiamo sempre ciò che è in esercizio da ciò che è previsto.
Chi lavora con noi o per noi può segnalare comportamenti non conformi a questo codice scrivendo a contact@plasticjumper.it: le segnalazioni sono esaminate dall'amministratore unico e non comportano conseguenze per chi le presenta.
Come raggiungerci
Per qualsiasi richiesta, contatto o segnalazione — una domanda commerciale, una difficoltà d'uso, una barriera di accessibilità, una possibile violazione di questo codice — è possibile aprire un ticket dalla sezione Assistenza. Il canale è aperto sia a chi è già nostro cliente sia a chi non lo è: basta registrare un profilo in pochi passaggi. Ogni ticket è tracciato e storicizzato, così chi scrive sa sempre a che punto è la propria richiesta.
Restano attivi la posta ordinaria (contact@plasticjumper.it) e la PEC (plasticjumper@ftpec.it) per le comunicazioni formali.
Cerchiamo persone che condividano questo modo di lavorare: chi vuole proporci la propria candidatura può farlo dalla pagina Lavora con noi.